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Rossini Opera Festival 2022

Rossini Opera Festival 2022

Il ROF è pronto a partire. Dal 9 al 21 agosto, a Pesaro, due nuove produzioni (“Le Comte Ory” e “Otello”), la ripresa de “La Gazzetta”, il consueto “Viaggio a Reims” dell’Accademia Rossiniana, quattro concerti lirico-sinfonici, due concerti di belcanto, la sezione “Rossinimania”. E un Gala per celebrare i 40 anni di attività al ROF di Pier Luigi Pizzi.

A Bolzano un Festival «senza confini»

A Bolzano un Festival «senza confini»

Ha preso avvio lo scorso 30 luglio con un concerto dell’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano il l Bolzano Festival Bozen, e farà risuonare per sei settimane il capoluogo altoatesino. Un ricco palinsesto di proposte musicali, con giovani talenti e stelle internazionali, dà vita agli spazi più iconici del capoluogo altoatesino.

Casagrande e Sala Gallo verso i “live”

Casagrande e Sala Gallo verso i “live”

Si svolgeranno in autunno due celebri concorsi pianistici internazionali con sede in Italia, ambedue membri della Alink–Argerich Foundation: l’Alessandro Casagrande (Terni, 11-17 settembre) e il Rina Sala Gallo (Monza, 2-8 ottobre). Rispettivamente 28 e 32 candidati da ogni parte del mondo, che attendono di disputare le fasi finali.

La musica resistente di Daniele Sepe

La musica resistente di Daniele Sepe

Un viaggio nel laboratorio creativo di un jazzista napoletano che da sempre unisce mondi sonori lontani, dal barocco al rap, e il racconto del suo nuovo disco dedicato a Totò: un happening musical-resistente.

Michele Spotti il mio debutto belliniano last minute

Michele Spotti il mio debutto belliniano last minute

Chiamato all’improvviso a sostituire sul podio Fabio Luisi, direttore musicale del Festival della Valle d’Itria colpito dal covid, ha superato i suoi (legittimi) timori e con il coraggio dei suoi 29 anni e ha accettato la sfida del suo primo Bellini a tempo di record: “Beatrice di Tenda”. A Martina Franca in forma di concerto il 23 e 26 luglio. Lo abbiamo incontrato a poche ore dalla “Prima”.

Concorsi e call per progettare e disegnare la musica

Concorsi e call per progettare e disegnare la musica

Presentate a Milano e Parma due nuove iniziative che ruotano “intorno” alla musica dal vivo: il Concorso di Progettazione “Il Bosco della Musica” per la creazione a Rogoredo del nuovo campus e dell’Auditorum del Conservatorio “Verdi” di Milano e la Call de La Toscanini “Nuovi modi di vedere la musica” per la selezione di illustratori e fumettisti under35.

Un (melo)dramma di alterità e riscatto

Un (melo)dramma di alterità e riscatto

Il melodramma è metafora della vita. Nelle sue storie rivive la realtà anche quando sono ambientate in un tempo lontanissimo o, mediate dai grandi miti, in mondi epici e leggendari. Saperle raccontare, farne occasione di riflessione e di apprendimento richiede una profonda capacità analitica e introspettiva, peculiarità che il teatro musicale esige, sempre… Fra i registi che hanno saputo conquistarsi un posto nella scena internazionale c’è Rosetta Cucchi. Pesarese, la sua collaborazione con il Rossini Opera Festival è iniziata nel 1997, proseguendo con costanza negli anni. Per il ROF n.43 firma dall’11 agosto una nuova produzione di “Otello” diretta da Yves Abel alla guida dell’Orchestra Rai e di un cast di primo livello capitanato da Enea Scala ed Eleonora Buratto. Music Paper l’ha incontrata a poche ore dalla “prima”.

L’opera non è vecchia

L’opera non è vecchia

Teresa Iervolino, mezzosoprano, 33 anni e una carriera diventata ormai internazionale. Ha da poco debuttato al Liceu di Barcellona come Adalgisa in Norma. Ama il “barock” perché in realtà è “contemporaneo” e le eroine del melodramma perché sono donne (o ragazze) come lei. Per la Iervolino l’opera non è vecchia. Anzi, tutt’altro. Molto dipende dal modo in cui gli interpreti affrontano i capolavori: dalla capacità di trasmettere al pubblico in modo efficace ciò che si narra in scena. 
Music Paper l’ha incontrata e l’ha fatta parlare un po’ di sé.

Un Clavicembalo ben colorato

Un Clavicembalo ben colorato

Il primo ricordo musicale di Julien Libeer, pianista belga classe 1987, è legato al famoso documentario sulla registrazione di West Side Story di Leonard Bernstein. Il pianoforte, avvicinato all’età di sei anni, è presto divenuto il compagno fedele per esprimere un amore per la musica coltivato tanto nell’opera, quanto nel repertorio sinfonico, cameristico e infine pianistico. Oltre ai concerti, ha ideato e collaborato a progetti radicati nell’idea che la musica, ben oltre il suo valore estetico, può essere una forza di cambiamento per chiunque voglia ascoltare. Abbiamo incontrato Julien, ospite di MIPFA, al termine di una masterclass e un apprezzatissimo concerto nella cornice incantata di Villa Medici Giulini.

Corelli e Scarlatti nei sotterranei del Vaticano

Corelli e Scarlatti nei sotterranei del Vaticano

Alla scoperta del “Giornale” manoscritto conservato nel “Fondo Bolognetti” dell’Archivio Apostolico Vaticano. Una fonte archivistica incredibilmente sconosciuta fino a pochi anni fa. Miniera inesauribile d’informazioni sulla vita musicale romana aneddoti cronache stile di vita di compositori, cantanti, strumentisti. E cardinali. «Se si avesse da eleggere il capo agli epicurei della villa di Frascati con il voto de li musici e de le puttane, toccherebbe la sorte a Pietruccio Ottoboni, per quanto riferiscono i suoi lacchè, che giornalmente vengono di colà». Che il cardinal cardinal Pietro Ottoboni (1667 – 1741) – mecenate di musicisti come Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti – avesse uno stile di vita disinvolto è risaputo, ma leggere quest’affermazione scritta nel 1691 fa un bell’effetto.

Proust la musica e la madeleine letteraria di André Maurois

Proust la musica e la madeleine letteraria di André Maurois

Tornare a Marcel Proust a cento anni dalla morte (Parigi, 10 luglio 1871 – 18 novembre 1922) e farlo con le parole e l’esprit di André Maurois (1895-1967) che nel 1949 scrisse À la recherche de Marcel Proust. Quel libro celebre (e ormai introvabile) venne pubblicato in prima edizione italiana da Arnoldo Mondadori Editore nel 1956 con la traduzione di Giorgio Monicelli. Autore notissimo di biografie romanzate che gli valsero l’ammissione alla Académie française nel 1938 Maurois affermava: «Il medico e il romanziere sono uomini che prima di tutti debbono interessarsi alle creature».

Leone Sinigaglia dalla Shoah ai Berliner

Leone Sinigaglia dalla Shoah ai Berliner

La conoscenza di Leone Sinigaglia è ancora oggi appannaggio di pochi, in massima parte in Italia e ruotanti intorno alla città di Torino, in cui il compositore nacque nel 1868 e morì – perseguitato dal nazifascismo – nel 1944. Nondimeno Sinigaglia, anche grazie alla sua formazione viennese, fu all’inizio del Novecento un musicista di spicco internazionale, stimato da Arturo Toscanini, che ne dirigeva brani, e da Gustav Mahler…
Oggi forse si muove qualcosa per la sua riacquisizione nel repertorio e nella conoscenza internazionale, tramite l’inserimento di Sinigaglia nel grande flusso di omaggio nonché diffusione contemporanea dei musicisti ebrei messi a tacere dall’ideologia totalitaria della purezza della razza. Il caso più vistoso è quello offerto dai Berliner Philharmoniker con Kirill Petrenko.

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Spettacoli - Libri - Dischi

Un insolito dittico circense e un’ottimista maratona

Il cartellone dello Sferisterio di Macerata propone una riflessione sui rapporti biunivoci fra opera e cinema... Erano molte le sollecitazioni suscitate dall’insolito dittico presentato allo Sferisterio, dove al film The Circus di Charlie Chaplin sono …

Cantatrix sopranica L. e altri scritti scientifici

Georges Perec / Quodlibet, pagg. 132 Sulla rivista francese Banana split, nel 1980, Perec pubblicò una serie di falsi articoli scientifici, poi confluiti in un volume delle Éditions du Seuil (1991) subito apparso in Italia nella traduzione …

Rossini – Petite Messe Solennelle

Piau, Lo Monaco, Rocha, Senn; Coro Ghislieri, Prandi; Corti, Gaudio, Perer / Arcana La Petite Messe Solennelle è un perfetto equilibrio fra una dimensione sacra arcaizzante - quella del contrappunto severo bachiano e dei cori che sanno …

SPETTACOLI

Ulisse nel poligono delle passioni

da | 20,Giu,22

Teatro Ponchielli di Cremona
Monteverdi Il ritorno di Ulisse in patria Dantone, Accademia Bizantina, De Angelis, Borgioni, Galou

S

toria di deità ghiribizzose e di umani cùpidi o temerarî, di portentosi inganni magici e agri affanni mortali, Il ritorno di Ulisse in patria è stato allestito a Cremona, dopo 18 anni, per l’inaugurazione della nuova edizione del Monteverdi Festival. Come nel 2004, protagonista è quel grand magicien di Ottavio Dantone, alla guida della sua formidabile Accademia Bizantina capitanata da Alessandro Tampieri. Fin da subito, Dantone è riuscito a emozionare il pubblico del Teatro Ponchielli coi più sorprendenti incantesimi musicali, cesellando la drammaturgia scenica attraverso una mirabile “drammaturgia dei suoni” vòlta a esaltare la retorica raffinatissima del recitar cantando. In generale, la ricchezza di nuances espressive, la precisione tecnica e il suono smagliante hanno trasportato l’ascoltatore in un flusso immaginifico, in un’atmosfera estatica ricca di luci, di ombre, di chiaroscuri mozzafiato.

Luigi De Angelis firma regia, scene, luci e video, riambientando la storia dell’eroe dal multiforme ingegno in un metastorico poligono delle passioni, in cui amore e sgomento, indulgenza e vendetta sono costantemente nel mirino dei personaggi in scena: è ovvio che la fatidica gara di tiro con l’arco non è che il pretesto per seguire la traiettoria di un tòpos funzionale. Al pari forse di quello di un antico aedo, il linguaggio narrativo impiegato si nutre qui di clichées e piani semantici diversi. De Angelis, peraltro, utilizza con efficacia palcoscenico e platea senza soluzione di continuità, come se il teatro stesso fosse la mitologica reggia di Itaca. Un intento simil-documentaristico presiede d’altronde al pervasivo utilizzo di video GoPro, quasi commentari visivi alle scene (in apertura Ulisse spiaggiato sulle rive del Po, varie ed eventuali infiorescenze primaverili e una concitata scena da videogame alla Medal of Honor per la strage dei Proci), proiettati talvolta su una saracinesca – con riverbero metallico delle voci annesso.

Il cast vocale vede trionfare Mauro Borgioni nel ruolo del titolo: sbalorditivo per immedesimazione, destrezza scenica e forza scultorea nel canto. Al suo fianco ci sono Delphine Galou, eccelsa Penelope ieratica e dolcissima, ed il Telemaco di Anicio Zorzi Giustiniani. Gustosissimo il cameo da caratterista del crapulone Iro di Bruno Taddia. Bene assortita la coppia Melanto-Eurimaco di Gaia Petrone e Alessio Tosi, così vezzosamente imbrigliata nei suoi “bassi furori”. Il trittico di infingardi pretendenti al trono – e al talamo della regina – è invece abilmente interpretato da Roberto Lorenzi (Antinoo), Francisco Fernandez Rueda (Anfinomo) ed Enrico Torre (Pisandro). Del consorzio divino spiccano Giuseppina Bridelli (Minerva), Gianluca Margheri (Giove) e Federico Domenico Eraldo Sacchi (Nettuno), Raffaella Milanesi (Giunone) e Paola Valentina Molinari (Amore). Una nota di merito va poi senz’altro alla performance del bravo e giovanissimo Luigi Morassi, nei panni del pastore Eumete (in basso, insieme a Ulisse-mendicante).


 

Un insolito dittico circense e un’ottimista maratona

Un insolito dittico circense e un’ottimista maratona

Il cartellone dello Sferisterio di Macerata propone una riflessione sui rapporti biunivoci fra opera e cinema… Erano molte le sollecitazioni suscitate dall’insolito dittico presentato allo Sferisterio, dove al film The Circus di Charlie Chaplin sono succeduti i Pagliacci di Leoncavallo.

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Idillio alpino per astri nascenti e fuoriclasse

Idillio alpino per astri nascenti e fuoriclasse

Da ventinove anni nell’idillio alpino del Verbier Festival, artisti sconosciuti e stelle del concertismo mondiale vengono a suonare tutti per lo stesso unico cachet nominale. In questi tempi di decadenza politica, di follia, di guerra, ci si sente ancor di più immersi in un’oasi spirituale.

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