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Donizetti Opera 2022

Donizetti Opera 2022

L’ottava edizione del festival internazionale dedicato a Gaetano Donizetti è partita. Sino al 4 dicembre, a Bergamo, il direttore artistico Francesco Micheli propone tre opere: “La favorite”, “Chiara e Serafina” (titolo scelto per il progetto #Donizetti200) e “L’Aio nell’imbarazzo”, fra star internazionali della lirica e voci emergenti.

A Lodi nel segno di Orfeo

A Lodi nel segno di Orfeo

Sta per iniziare la “Orfeo Week”, promossa dal controtenore Raffaele Pe e il suo ensemble La Lira di Orfeo. Nei luoghi più suggestivi della città di Lodi, dal 20 al 27 novembre, concerti, talk, laboratori, happening e masterclass per un dialogo fra passato e presente, attraverso musica, recitazione, poesia e danza.

Musica in movimento a Roma

Musica in movimento a Roma

Per la LIX edizione del Festival “Nuova Consonanza”, in programma dal 13 novembre al 18 dicembre, oltre 40 prime esecuzioni assolute esplorano i nuovi sentieri della musica. Non solo concerti, ma anche workshop e seminari, presentazioni di novità discografiche e il Concorso Franco Evangelisti.

Glocal palco globale

Glocal palco globale

Il Glocal Piano Project porta online 110 concorrenti del Concorso Busoni e offre a un pubblico sempre più globale la possibilità di seguirli e sostenerli. Non una preselezione, ma un palco globale per offrire visibilità e crescita professionale. Il direttore artistico del Busoni, Peter Kainrath, illustra perché formazione, innovazione e creatività sono al centro della progettualità del Concorso e dei Festival bolzanini.

Ravenna in Concerto per Roberto Masotti

Ravenna in Concerto per Roberto Masotti

Il 20 novembre, dalle 18 a mezzanotte, il Teatro Alighieri di Ravenna – la città dove era nato – riunisce tanti dei musicisti che il grande fotografo scomparso lo scorso 25 aprile ha incontrato, conosciuto, ascoltato, fotografato. 30 artisti, da Enrico Rava a Giovanni Sollima.

Tornando a Bach (con Passione)

Tornando a Bach (con Passione)

La Passione secondo Matteo offerta alla settima edizione del festival Back to Bach di Torino rappresenta l’apice di un cammino pluriennale iniziato in seno all’Accademia Maghini, a sua volta sviluppo della pluriennale attività del Coro Maghini. Un desiderio di ritorno a Bach e di ritorno alle fonti della musica, che vede in Torino il suo centro propulsore, con una diffusione territoriale che supera il Piemonte e le sue province.

Mi ha voluto Bayreuth. Storia di Oksana

Mi ha voluto Bayreuth. Storia di Oksana

Si definisce “direttrice” d’orchestra, senza esitazioni. Oksana Lyniv, 44 anni – dopo tante esperienze importanti (è stata anche assistente di Kirill Petrenko) – ha inanellato una serie di primati al femminile: prima donna nella storia chiamata a dirigere un’opera di Wagner al mitico Festival di Bayreuth e prima donna direttore musicale di una fondazione lirica italiana: il Teatro Comunale di Bologna. Tutte vittorie al merito conquistate sul podio. E nell’ultimo anno è diventata anche simbolo della resistenza dei musicisti ucraini, come lei, alla guerra e ai suoi orrori. Anche riuscendo a portare in giro per l’Europa i ragazzi della “sua” Youth Symphony Orchestra of Ukraine
Lei a Music Paper si racconta così.

Il mio suono oltre il buio e i cancelli

Il mio suono oltre il buio e i cancelli

Il 2 e il 4 novembre al Teatro Alfieri di Torino e alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, si tiene il “Blind Date. Concerto al buio”, organizzato da CBM Italia. Due eventi di cui è protagonista Cesare Picco, pianista, compositore, arrangiatore. Da anni Picco, con questa performance unica nel suo genere, collabora con l’organizzazione umanitaria che cura la cecità di bambini e adulti in nove paesi del Sud del mondo. Un’esperienza sensoriale oltre che musicale, dal valore simbolico ed evocativo. Music Paper lo ha incontrato alla vigilia dei due concerti che segnano il ritorno del Blnd Date dopo lo stop imposto dalla pandemia. È stata l’occasione, come sempre accade con Picco per parlare anche di molto altro: di buio e di luce, di interpretazione e improvvisazione, di Bach e clavicordi, di suono e natura.

La mia stella è la mia verità

La mia stella è la mia verità

Vitali Alekseenok, direttore d’orchestra, 31 anni, Kapellmeister della Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf, una carriera in ascesa dopo la vittoria al Concorso “Arturo Toscanini” di Parma, ha debuttato pochi giorni fa al Teatro alla Scala con “Il Piccolo Principe” del compositore Pierangelo Valtinoni. Bielorusso, giovane uomo del suo tempo e artista politicamente impegnato, direttore artistico del Festival di Kharkiv nell’Ucraina in guerra, Alekseenok si batte ogni giorno con convinzione e coraggio per libertà e democrazia, in tempi in cui ogni possibile armonia è messa a repentaglio. La sua visione per il futuro? Continuare a crescere e migliorarsi, dedicandosi al repertorio operistico.

Una Biblioteca che suona

Una Biblioteca che suona

Un tesoro di conoscenza che affonda le radici nel passato, dialoga col presente ed è proiettato nel futuro. La straordinaria biblioteca del grande direttore d’orchestra, clavicembalista e organista olandese Ton Koopman è stata acquistata nel 2020 dall’Orpheus Instituut di Ghent, in Belgio. Fondato nel 1996, questo istituto è un punto di riferimento internazionale che ha come focus la ricerca artistica in musica. Diretto da Peter Dejans, è formato da una squadra di ricercatori-musicisti e ospita progetti inter-universitari e collaborazioni con vari conservatori e università in tutta Europa. Si tratta quindi di una biblioteca di lavoro, con una ricchezza di letteratura e partiture pensate per gli interpreti.

Russian Choral Sound

Russian Choral Sound

Nel 2019 la Hbo ha prodotto una miniserie intitolata Chernobyl che ricostruisce, alla maniera di un romanzo giallo, le cause del più grave incidente nucleare della storia. Alla fine dell’ultima puntata scorrono sullo schermo i volti di quei personaggi che fino a poco prima avevamo visto interpretati da Stellan Skarsgård o da Emily Watson. È il classico momento del “come andò a finire”… La severità di questo epilogo è accompagnata da un coro che intona Vichnaya pamiat’ (In eterna memoria, in ucraino), canto funebre di tradizione ortodossa assimilabile al nostro requiem. Ascoltandolo, sembra di assistere all’adattamento in un linguaggio musicale contemporaneo di una melodia ancestrale scandita nei secoli da innumerevoli labbra.

Per amore di Maria

Per amore di Maria

Nel marzo di due anni fa, in pieno lockdown, due foto fecero il giro del mondo: ritraevano Papa Francesco. Nella prima, camminava in una via del Corso deserta e nella seconda era ritratto nella Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore. Era voluto uscire a sorpresa dal Vaticano per andare a pregare per la fine della pandemia in due luoghi speciali. Il primo è la Chiesa di San Marcello al Corso, dove si trova un Crocefisso che secondo la tradizione salvò i romani dalla peste. La seconda è la “Salus populi romani”, la protettrice della Città Eterna, l’icona mariana più importante del mondo. Papa Paolo V la collocò al centro della Cappella Paolina, dove egli è sepolto. Pochi sanno però che questo luogo di devozione ebbe da subito una formazione musicale stabile.

#Reviews
Spettacoli - Libri - Dischi

Per Don Carlo grandi voci la dedizione di Valčuha e un’enigmatica regia

Da tempo non si sentiva una compagnia di canto così buona come quella scritturata dal Teatro San Carlo di Napoli per il Don Carlo inaugurale nella versione in cinque atti. La regia di Claus Guth ha …

L’universo musicale di Bach

Christoph Wolff / Il Saggiatore pagg. 525, € 65 Christoph Wolff è notoriamente uno dei più accreditati studiosi della vita e dell’opera di Johann Sebastian Bach. Con la traduzione di Patrizia Rebulla ed Elli Stern, e la …

Beethoven: The Symphonies

La nuova integrale delle Sinfonie beethoveniane dirette da Yannick Nézet-Séguin si propone di svelare un percorso inedito nella genesi e nel processo creativo del compositore di Bonn, attraverso l’adozione della New Beethoven Complete Edition pubblicata …

STORIA&STORIE

Leone Sinigaglia dalla Shoah ai Berliner

Leone Sinigaglia dalla Shoah ai Berliner

La conoscenza di Leone Sinigaglia è ancora oggi appannaggio di pochi, in massima parte in Italia e ruotanti intorno alla città di Torino, in cui il compositore nacque nel 1868 e morì – perseguitato dal nazifascismo – nel 1944. Nondimeno Sinigaglia, anche grazie alla sua formazione viennese, fu all’inizio del Novecento un musicista di spicco internazionale, stimato da Arturo Toscanini, che ne dirigeva brani, e da Gustav Mahler…
Oggi forse si muove qualcosa per la sua riacquisizione nel repertorio e nella conoscenza internazionale, tramite l’inserimento di Sinigaglia nel grande flusso di omaggio nonché diffusione contemporanea dei musicisti ebrei messi a tacere dall’ideologia totalitaria della purezza della razza. Il caso più vistoso è quello offerto dai Berliner Philharmoniker con Kirill Petrenko.

Le “Stagioni” di una volta

Le “Stagioni” di una volta

“Sedici stagioni” (cioè le Quattro Stagioni secondo Antonio Vivaldi, Astor Piazzola, Philip Glass e Max Richter) per la prima volta raccolte insieme in un concept album di estrema attualità, quasi profetico alla luce della cronaca, ideato da Gianna Fratta, Alessandro Quarta, Dino De Palma con l’ensemble Concerto Mediterraneo. Music Paper vi propone in esclusiva un estratto delle note di copertina, firmate da un noto climatologo, Luca Mercalli e da uno storico che è uno scrittore, Alessandro Vanoli.
Dalla musica alla natura, dalla piccola glaciazione al riscaldamento globale: una breve storia del cambiamento climatico, da Vivaldi ai giorni nostri.

Tempo al tempo. Quando la musica ha atteso

Tempo al tempo. Quando la musica ha atteso

Algeri, 18 dicembre 1921. In una camera del Grand Hôtel de l’Oasis di Boulevard de la République un anziano intellettuale francese spira nel suo letto, vinto da una fatale polmonite. Si chiama Camille Saint-Säens e proprio ad Algeri, sotto le arcate della Cattedrale di Saint-Philippe, sta per incontrare il primo dei suoi due funerali (il secondo avrà luogo, con tutte le ufficialità, a Parigi). Ad accompagnare le esequie algerine del grande compositore un assortimento di sue opere e fra queste “Il cigno”. Gli astanti ignorano che l’aggraziato volatile sia l’unico superstite musicale di una «fantasia zoologica», chiamata Il carnevale degli animali, che nessuno eccetto pochi intimi ha avuto la fortuna di ascoltare.

Alessandro Scarlatti e il “caso Miserere”

Alessandro Scarlatti e il “caso Miserere”

Anche per i più grandi arriva il giorno del fiasco. La storia della musica, in particolare quella dell’opera, è ricca di aneddoti in proposito, ma i casi nel repertorio sacro sono rari. Uno è davvero illuminante: riguarda il “Miserere” a nove voci di Alessandro Scarlatti. Il maestro palermitano lo compose per la Cappella Pontificia che lo eseguì per la prima (e ultima?) volta nel 1708. A detta di Giuseppe Baini, il “Miserere” di Scarlatti non entrò a far parte stabile del repertorio pontificio. Com’è possibile che una partitura del più grande autore italiano di musica vocale del tempo, al culmine della sua carriera non abbia incontrato il favore dei cantori pontifici, e che sia stata eseguita probabilmente una sola volta per poi essere sepolta dall’oblio?

Arthur Lourié le tre vite di un dandy ucraino

Arthur Lourié le tre vite di un dandy ucraino

Sergej Bortkevič, Nikolaj Kapustin, Valentyn Syl’vestrov… alla gamma dei grandi compositori che l’Ucraina ha donato al mondo tra il XIX e XX secolo potrebbe essere aggiunto a buon diritto il negletto nome di Arthur Lourié, al secolo Naum Izrailevich Luria (1892-1966) nato nel piccolo villaggio di Propoisk (oggi Slavgorod, in territorio bielorusso), ma noto (in verità a pochi) come principale esponente del futurismo musicale russo. Lourié fu artista “émigré”per antonomasia, che fece della negazione di un “ubi consistam” una vera e propria dimensione esistenziale. A partire dal suo nome d’arte: Arthur, come il filosofo della «musica immagine della volontà» (Schopenhauer), e Vincent, in omaggio al pittore prediletto van Gogh.

Classici verso l’ignoto

Classici verso l’ignoto

Il cuore di Canberra è un cerchio perfetto adagiato dal compasso degli urbanisti al centro della capitale australiana. A quaranta minuti dai suoi edifici ministeriali, viaggiando verso l’impietoso, ci si può imbattere in un’altra circonferenza, quella tracciata dal bordo Deep Space Station. Questa monumentale antenna è l’unica al mondo a poter ancora comunicare con la prima delle due sonde spedite nello spazio dal Programma Voyager della NASA nel 1977. Partite con l’intenzione di avvicinarsi all’atmosfera di Giove e Saturno, Voyager 1 e 2 hanno proseguito poi il loro itinerario varcando i confini dello spazio interstellare, apprestandosi a vagare nel cosmo per migliaia di anni.

Kaiser contro Reich-Ranicki

Kaiser contro Reich-Ranicki

Quella della preminenza del testo poetico o della musica nel teatro d’opera è questione antica quanto il genere medesimo. Soprattutto è questione assai dibattuta, fin da Monteverdi che l’aveva già affrontata nella scrittura di madrigali a inizio Seicento, risolvendola a favore della parola e dei significati, quella che egli chiamava «l’oratione» di cui la musica doveva essere «serva». uella della preminenza del testo poetico o della musica nel teatro d’opera è questione antica quanto il genere medesimo. Soprattutto è questione assai dibattuta, fin da Monteverdi che l’aveva già affrontata nella scrittura di madrigali a inizio Seicento, risolvendola a favore della parola e dei significati.