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SEZIONI

Boris Godunov torna alla Scala il 7 dicembre

Boris Godunov torna alla Scala il 7 dicembre

La Stagione scaligera 2022/2023 si apre con “Boris Godunov” di Musorgskij, presentato nella sua versione originale, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Kasper Holten. Ildar Abdrazakov sarà impegnato nel ruolo del titolo. E in attesa dell’inaugurazione, dal 1° dicembre Milano si veste di musica con le iniziative della “Prima Diffusa”.

Gabriela Montero debutta a Padova

Gabriela Montero debutta a Padova

È fissato per il 7 dicembre l’atteso debutto della pianista venezuelana Gabriela Montero con l’Orchestra di Padova e del Veneto, sotto la direzione di Wolfram Christ. In programma il “Concerto per pianoforte” di Edvard Grieg e la “Prima Sinfonia” di Dmitrij Šostakovič.

Alchimie torinesi in musica

Alchimie torinesi in musica

In un universo di trasformazioni, l’Orchestra Filarmonica di Torino, che festeggia 30 anni, si rinnova e dedica alle alchimie la sua nuova Stagione di Concerti, in programma fino al 6 giugno 2023, puntando sui giovani talenti e a diffondere l’arte in tutte le sue forme. Per l’occasione abbiamo incontrato il presidente e direttore artistico Michele Mo.

Nuova vita per Don Bonaparte

Nuova vita per Don Bonaparte

Una mostra, un film e la prima rappresentazione assoluta di un’opera rimasta troppo a lungo dimenticata. Reggio Emilia rende omaggio al compositore Alberto Franchetti a ottant’anni dalla sua scomparsa con un calendario di iniziative che animeranno la città e culmineranno nel debutto assoluto di “Don Bonaparte”, opera ispirata a una fortunata commedia teatrale di Giovacchino Forzano e poi trasposta anche per il grande schermo.

Le donne dimenticate di Valentina Carrasco

Le donne dimenticate di Valentina Carrasco

Incontro con la regista teatrale cresciuta alla scuola creativa della Fura dels Baus che nella “Favorite” ora al Donizetti Opera ha scelto di dare voce alle “invisibili” portando in scena accanto alla protagonista, Annalisa Stroppa, 27 donne dagli 80 ai 40 anni.

La lezione di Azio Corghi

La lezione di Azio Corghi

Con Azio Corghi è scomparso a 85 anni un compositore e un didatta che era ancora in piena attività, che almeno dagli anni ’80 aveva un posto significativo nella vita musicale italiana. Nato nel 1937, non era certo un esordiente quando Piero Rattalino gli commissionò per il Regio di Torino la sua prima opera, Gargantua, che andò in scena con successo nel 1984.

Tutti i talenti di Rousset

Tutti i talenti di Rousset

Christophe Rousset, assistente di William Christie, lascia Les Arts Florissants nel 1991 dopo averli diretti ne La fée Urgèle, per fondare Les Talens Lyriques che stanno ancora festeggiando il trentennale, con ritardo per la pandemia.
Rousset, che si alterna alla tastiera e alla bacchetta, è uno dei direttori di musica eseguita su strumenti antichi più presente nei teatri e nelle sale da concerto worldwide. Les Talens Lyriques sono una macchina da guerra: con un’agenda estremamente serrata e la sterminata discografia fin qui incisa.
In Italia Rousset è presente regolarmente benché meno che in altri paesi ma comunque è una presenza costante. È l’occasione per tracciare un bilancio e ascoltare cosa ha da dire il Maestro dopo 30 anni di successi. A Music Paper confida di non amare i controtenori. E di essere fedele.

Per me il teatro vive nel presente

Per me il teatro vive nel presente

Per Michele Mariotti, prima inaugurazione di stagione all’Opera di Roma. Non il debutto da direttore musicale, dato che quello è avvenuto in febbraio con “Luisa Miller”. Tuttavia aprire il nuovo anno del proprio teatro è un’altra cosa. Significa trovarsi sotto una marea di riflettori mediatici. Lui, 43 anni, ci è abituato: a Bologna ha guidato il Comunale per dieci anni. Ma la Capitale è diversa. Per la risonanza nazionale che può assumere una première all’Opera. Tanto più se (nella città dove ha sede il Vaticano, durante un governo di destra che innalza lo slogan “Dio-patria-famiglia” come vessillo) il titolo prescelto, i “Dialogues des Carmélites” di Francis Poulenc, ha a che vedere con la religione, con l’oppressione furiosamente laicista di un credo profondo, e se la regista cui è affidata la messinscena, Emma Dante, può far temere qualcosa di politicamente urticante.

Thomas Adès e il trionfo della speranza

Thomas Adès e il trionfo della speranza

Settimane italiane, anzi milanesi, per il compositore, direttore d’orchestra, pianista londinese che sul podio dell’Orchestra del Teatro alla Scala e della Filarmonica dirige concerti sinfonici e la sua opera “The Tempest”. Incontro con uno degli autori più celebri ed eseguiti del nostro tempo, forgiatore di una musica immediata e potente, che non si riconosce nelle categorie accademiche. Perché per lui «L’ispirazione è ovunque, perché un artista accetta tutto quanto ha a sua disposizione».

I fakes d’autore di Satie e Cage

I fakes d’autore di Satie e Cage

Una singolare vicenda di copyright si cela dietro l’opera “Cheap Imitation” di John Cage. D’altronde, il titolo parla da sé: il lavoro è infatti una trascrizione del “Socrate” di Eric Satie, dramma sinfonico in tre quadri scritto dal compositore antiaccademico par excellence nel 1917, su commissione di Winnaretta Singer, principessa di Polignac. Ma andiamo con ordine. Nell’aprile del 1914, nelle settimane che precedettero lo scoppio della Grande Guerra, la figlia del più celebre produttore statunitense di macchine per cucire era partita per una crociera che l’avrebbe condotta alla scoperta delle antiche rovine delle civiltà classiche, attraverso la penisola ellenica, Malta e la Magna Grecia. Dal viaggio la principessa sarebbe tornata entusiasta, desiderosa di apprendere il greco antico e di poter declamare Platone e Euripide in lingua nei suoi salotti parigini. Ne sarebbe seguita la commissione per Satie di un lavoro insolito…

Meyerbeer, il grande corruttore

Meyerbeer, il grande corruttore

Pubblichiamo in esclusiva un estratto da “Una storia dilettevole della musica”, il nuovo libro edito da Marsilio in cui Guido Zaccagnini – musicologo, autore e conduttore radiofonico – racconta vita e opere dei grandi compositori attraverso “insulti, ingiurie, contumelie e altri divertimenti”. Il lato umano, narrato con il metodo dello storico e la curiosità del divulgatore. Abbiamo scelto di pubblicare le pagine dedicate a Giacomo Meyerbeer (1791 – 1864), il papà del Grand-opéra, compositore tedesco a tal punto innamorato dell’Italia (e della sua musica) da italianizzare il proprio nome di battesimo. Capitolo intitolato “Il grande corruttore”. Ai lettori scoprire il perché.

César il Gallico

César il Gallico

Un ritratto in breve e una playlist per non dimenticare il bicentenario della nascita del compositore belga ma naturalizzato francese, musicista tra due nazioni e due sensibilità. Da pianista virtuoso a organista compositore, una vita legata agli strumenti a tastiera e all’edificazione dell’Ars Gallica. D’altronde Vincent d’Indy, nel tratteggiare la biografia del suo maestro César Franck, ne dipingeva la natìa Vallonia come una terra «cosi gallica nella sua apparenza esteriore, cosi germanica nelle sue abitudini e nei suoi contorni, destinata a dare i natali al creatore di un’arte sinfonica squisitamente francese nello spirito equilibrato e preciso, ma al contempo ancorata alla solida base dell’arte beethoveninana, essa stessa esito ditradizioni musicali ancora precedenti».

#Reviews
Spettacoli - Libri - Dischi

Per Don Carlo grandi voci la dedizione di Valčuha e un’enigmatica regia

Da tempo non si sentiva una compagnia di canto così buona come quella scritturata dal Teatro San Carlo di Napoli per il Don Carlo inaugurale nella versione in cinque atti. La regia di Claus Guth ha …

L’universo musicale di Bach

Christoph Wolff / Il Saggiatore pagg. 525, € 65 Christoph Wolff è notoriamente uno dei più accreditati studiosi della vita e dell’opera di Johann Sebastian Bach. Con la traduzione di Patrizia Rebulla ed Elli Stern, e la …

Beethoven: The Symphonies

La nuova integrale delle Sinfonie beethoveniane dirette da Yannick Nézet-Séguin si propone di svelare un percorso inedito nella genesi e nel processo creativo del compositore di Bonn, attraverso l’adozione della New Beethoven Complete Edition pubblicata …

Storici, musicologi, critici,giornalisti, musicisti, divulgatori. IN alcuni casi Le nostre “Firme” esercitano con autorevolezza una di queste professioni IN altri NE incarnano più di una. ad affiancarli l’opinione di un “ospite”. Abbiamo chiesto loro di presentarsi ai lettori di Music Paper (anche con un autoritratto in musica).

EDITORIALISTI

DANCE PAPERS

Valentina Bonelli

Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…

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Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…
La scrittura giornalistica è per me un divertissement con ambizione (o missione?) divulgativa, mentre la ricerca sulla storia del balletto è un à rebours entusiasmante in fuga dal presente.

UNA VOCE POCO FA

Valerio Cappelli

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti…

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti e comunisti, gridandomi “imperialista americano”.
Questo fu il mio battesimo militante nella musica. Presto sono passato a mettermi in fila per una notte intera fuori del vecchio Auditorio Pio per trovare un biglietto per la Nona di Beethoven diretta da Giulini. Poi ho fatto il volta pagine all’Istituzione Universitaria, dove ho conosciuto Ennio Morricone, che è stato il mio “Conservatorio” sul campo. Avevo 19 anni. A 20 ho cominciato a scrivere, per un caso assoluto, sul Corriere della Sera, nelle pagine romane dove al massimo mi siglavano gli articoli V.Cp. Dopo cinque anni, l’agognata edizione nazionale: mi fu cambiata la sigla in V.Ca, come a dire, ciò che hai scritto finora , non conta nulla. Per vere la firma intera mi fu risposto: pazienza e umiltà (oggi la firma si dà il giorno dopo). Si chiama gavetta. Sono caduto da piccolo nel Corriere della Sera, come Obelix nella pentola della pozione magica. Mi considero rispettoso e un po’ vipera, come Rosina. Ci sono cronisti/e musicali che dopo decenni sui quotidiani scrivono la soprano, perché, dicono, dopo il Me too le sensibilità sono cambiate. Io rispondo: consultare la Crusca e lasciare per un momento le liturgie conformiste del politically correct. Questo per dire che controllo, scrupolo, verifica, sono principi sacri (poi errori li commettiamo tutti, ci mancherebbe. (Dopo una vita al Corriere, sono ancora rispettoso e un po’ vipera).

DANCE PAPERS

Valentina Bonelli

Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…

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Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…
La scrittura giornalistica è per me un divertissement con ambizione (o missione?) divulgativa, mentre la ricerca sulla storia del balletto è un à rebours entusiasmante in fuga dal presente.

UNA VOCE POCO FA

Valerio Cappelli

Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti…

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti e comunisti, gridandomi “imperialista americano”.
Questo fu il mio battesimo militante nella musica. Presto sono passato a mettermi in fila per una notte intera fuori del vecchio Auditorio Pio per trovare un biglietto per la Nona di Beethoven diretta da Giulini. Poi ho fatto il volta pagine all’Istituzione Universitaria, dove ho conosciuto Ennio Morricone, che è stato il mio “Conservatorio” sul campo. Avevo 19 anni. A 20 ho cominciato a scrivere, per un caso assoluto, sul Corriere della Sera, nelle pagine romane dove al massimo mi siglavano gli articoli V.Cp. Dopo cinque anni, l’agognata edizione nazionale: mi fu cambiata la sigla in V.Ca, come a dire, ciò che hai scritto finora , non conta nulla. Per vere la firma intera mi fu risposto: pazienza e umiltà (oggi la firma si dà il giorno dopo). Si chiama gavetta. Sono caduto da piccolo nel Corriere della Sera, come Obelix nella pentola della pozione magica. Mi considero rispettoso e un po’ vipera, come Rosina. Ci sono cronisti/e musicali che dopo decenni sui quotidiani scrivono la soprano, perché, dicono, dopo il Me too le sensibilità sono cambiate. Io rispondo: consultare la Crusca e lasciare per un momento le liturgie conformiste del politically correct. Questo per dire che controllo, scrupolo, verifica, sono principi sacri (poi errori li commettiamo tutti, ci mancherebbe. (Dopo una vita al Corriere, sono ancora rispettoso e un po’ vipera).

TILIMBOM

Michele dall’Ongaro

Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni)…

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Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni), scritto di musica, parlato di musica in radio e televisione, organizzato musica, insegnato musica (in Conservatori e Università). Dal 2015 sono Presidente-sovrintendente e direttore artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

UN’ALTRA STORIA

Cesare Fertonani

Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus…

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Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus.
Poi mi sono messo a insegnare all’università (la Statale di Milano), dove cerco anche di imparare. Ho scritto qualche libro e molti (troppi?) articoli. I libri li ho dedicati alle passioni che avevo fin da bambino: Vivaldi, Schubert, Mozart. Ma un’altra grande passione è il jazz. Ah, dimenticavo… sempre forza Milan!

TILIMBOM

Michele dall’Ongaro

Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni)…

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Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni), scritto di musica, parlato di musica in radio e televisione, organizzato musica, insegnato musica (in Conservatori e Università). Dal 2015 sono Presidente-sovrintendente e direttore artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

UN’ALTRA STORIA

Cesare Fertonani

Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus…

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Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus.
Poi mi sono messo a insegnare all’università (la Statale di Milano), dove cerco anche di imparare. Ho scritto qualche libro e molti (troppi?) articoli. I libri li ho dedicati alle passioni che avevo fin da bambino: Vivaldi, Schubert, Mozart. Ma un’altra grande passione è il jazz. Ah, dimenticavo… sempre forza Milan!

SOTTO LE STELLE
DEL JAZZ

Ivo Franchi

Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl…

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Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl e soubrettine, spesso attempate.
Ma di notte, in incognita, bazzica i locali meneghini in cerca di buon jazz e di single malt torbati. Ha un amore incondizionato per la musica brasiliana (Caetano Veloso, in special modo, di cui è indegno biografo) e per i Beatles (tendenza Paul McCartney).

BLACK&WHITE

Giovanni Gavazzeni

Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama…

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Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama. Nonostante gli auspici, ho seguito il mondo del melodramma con crescente curiosità, alimentata dalle intense connessioni musicali della mia famiglia. Ho vissuto a Bergamo, Milano e Bologna, attualmente a Lugano e ho completato gli studi musicologici fra Firenze e Milano. Esercito la critica musicale da 1990, prima su Amadeus, attualmente per Il Giornale, il Corriere del Ticino, Azione e il Venerdì di Repubblica.

SOTTO LE STELLE DEL JAZZ

Ivo Franchi

Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl…

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Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl e soubrettine, spesso attempate.
Ma di notte, in incognita, bazzica i locali meneghini in cerca di buon jazz e di single malt torbati. Ha un amore incondizionato per la musica brasiliana (Caetano Veloso, in special modo, di cui è indegno biografo) e per i Beatles (tendenza Paul McCartney).

BLACK&WHITE

Giovanni Gavazzeni

Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama…

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Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama. Nonostante gli auspici, ho seguito il mondo del melodramma con crescente curiosità, alimentata dalle intense connessioni musicali della mia famiglia. Ho vissuto a Bergamo, Milano e Bologna, attualmente a Lugano e ho completato gli studi musicologici fra Firenze e Milano. Esercito la critica musicale da 1990, prima su Amadeus, attualmente per Il Giornale, il Corriere del Ticino, Azione e il Venerdì di Repubblica.

RICERCARE

Gregorio Moppi

A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica…

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A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica.
Scrivo di concerti e d’opere su riviste e quotidiani (parecchio per “la Repubblica”). Insegno a decine di studenti. Frugo tra gli scaffali delle biblioteche. Ho base a Firenze, la città dove sono cresciuto e ho studiato.

Il valzer
degli addii

Alberto Riva

Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008)…

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Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008), uscito in una nuova edizione nel 2014 dal titolo Tristezza per favore vai via. Con il trombettista jazz Enrico Rava nel 2004 ho scritto Note Necessarie (minimum fax) e con Stefano Bollani Parliamo di musica (Mondadori, 2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (Mondadori, 2015). Nel 2021 è uscito il mio ultimo romanzo, Il maestro e l’infanta, pubblicato da Neri Pozza. Scrivo da molti anni sul Venerdì di Repubblica, dove mi occupo di letteratura e musica.

RICERCARE

Gregorio Mappi

A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica…

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A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica.
Scrivo di concerti e d’opere su riviste e quotidiani (parecchio per “la Repubblica”). Insegno a decine di studenti. Frugo tra gli scaffali delle biblioteche. Ho base a Firenze, la città dove sono cresciuto e ho studiato.

IL VALZER DEGLI ADDII

Alberto Riva

Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008) …

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Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008), uscito in una nuova edizione nel 2014 dal titolo Tristezza per favore vai via. Con il trombettista jazz Enrico Rava nel 2004 ho scritto Note Necessarie (minimum fax) e con Stefano Bollani Parliamo di musica (Mondadori, 2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (Mondadori, 2015). Nel 2021 è uscito il mio ultimo romanzo, Il maestro e l’infanta, pubblicato da Neri Pozza. Scrivo da molti anni sul Venerdì di Repubblica, dove mi occupo di letteratura e musica.

GENIUS LOCI

Massimo Rolando Zegna

Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz…

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Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz.
Professionalmente l’ho onorata soprattutto contribuendo per più di 30 anni come redattore, critico musicale, e storico della musica al mensile Amadeus. Sono sposato con Nicoletta: una persona meravigliosa che, assieme alla sua famiglia d’origine, mi ha salvato la vita e che da più di quarant’anni sto cercando di meritare.

(RETRO)SCENA

Paola Zonca

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più…

leggi di più

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più, come giornalista, è stato il mio lavoro di “insider” nel mondo delle fondazioni liriche, in particolare della Scala. Un ex sovrintendente scaligero diceva scherzando che avevo seminato microspie in tutto il teatro.

GENIUS LOCI

Massimo Rolando Zegna

Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz…

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Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz.
Professionalmente l’ho onorata soprattutto contribuendo per più di 30 anni come redattore, critico musicale, e storico della musica al mensile Amadeus. Sono sposato con Nicoletta: una persona meravigliosa che, assieme alla sua famiglia d’origine, mi ha salvato la vita e che da più di quarant’anni sto cercando di meritare.

(RETRO)SCENA

Paola Zonca

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più…

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Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più, come giornalista, è stato il mio lavoro di “insider” nel mondo delle fondazioni liriche, in particolare della Scala. Un ex sovrintendente scaligero diceva scherzando che avevo seminato microspie in tutto il teatro.

l’ospite

Oreste Bossini

Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto.

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Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto. Conosco le principali stazioni ferroviarie d’Italia come le mie tasche, se posso evito automobile e aereo. Nel tempo ho accumulato anche una discreta esperienza editoriale, sempre legata alla musica. Ho due quadri del cuore, Il violinista alla finestra di Henri Matisse e l’autoritratto con cappello di Jean-Baptiste-Siméon Chardin. Della mia terra d’origine, la Toscana, conservo soprattutto il ricordo della panzanella di mia nonna, della mia città, Milano, il profumo del risotto giallo. Amo il suono del quartetto d’archi e detesto scrivere il curriculum.

L’OSPITE

Oreste Bossini

Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto. …

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Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto. Conosco le principali stazioni ferroviarie d’Italia come le mie tasche, se posso evito automobile e aereo. Nel tempo ho accumulato anche una discreta esperienza editoriale, sempre legata alla musica. Ho due quadri del cuore, Il violinista alla finestra di Henri Matisse e l’autoritratto con cappello di Jean-Baptiste-Siméon Chardin. Della mia terra d’origine, la Toscana, conservo soprattutto il ricordo della panzanella di mia nonna, della mia città, Milano, il profumo del risotto giallo. Amo il suono del quartetto d’archi e detesto scrivere il curriculum.

 

le cose della musica

Federico Capitoni

Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte …

 

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Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte – un po’ bugiardo. E invece dico la verità, cercate su internet. È che l’unico modo per giustificarsi di non eccellere in alcuna cosa, è farne molte.

 

promenades

Francesco Fusaro

Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” ….

 

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Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” e label manager di MFZ Records. Se andate a spulciare qui e là, troverete miei saggi in libri pubblicati da Agenzia X, Aracne Editrice, Chilli Com Carne, DeAgostini, Mimesis Edizioni. Per Norient ho recentemente curato la raccolta Sonic Traces: From Italy, che anni fa avremmo definito “multimediale”.

 

on the road

Roberto Mastroianni

Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione….

 

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Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione. Sono stato tra gli ideatori di Radio software uno spazio dedicato alla trasmissione di software e dati via radio. Nel 1999 sono stato tra i fondatori di Rainews 24, la testata all news della Rai dove sono stato capo redattore del Web e responsabile del Media lab, un gruppo di sperimentazione di nuovi linguaggi. Ho insegnato giornalismo di convergenza e linguaggi digitali alla Scuola di giornalismo di Perugia, all’ Università Salesiana e all’Università di Urbino .

LE COSE DELLA MUSICA

Federico Capitoni

Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte …

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Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte – un po’ bugiardo. E invece dico la verità, cercate su internet. È che l’unico modo per giustificarsi di non eccellere in alcuna cosa, è farne molte.

PROMENADES

Francesco Fusaro

Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” …

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Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” e label manager di MFZ Records. Se andate a spulciare qui e là, troverete miei saggi in libri pubblicati da Agenzia X, Aracne Editrice, Chilli Com Carne, DeAgostini, Mimesis Edizioni. Per Norient ho recentemente curato la raccolta Sonic Traces: From Italy, che anni fa avremmo definito “multimediale”.

ON THE ROAD

Roberto Mastroianni

Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione…

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Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione. Sono stato tra gli ideatori di Radio software uno spazio dedicato alla trasmissione di software e dati via radio. Nel 1999 sono stato tra i fondatori di Rainews 24, la testata all news della Rai dove sono stato capo redattore del Web e responsabile del Media lab, un gruppo di sperimentazione di nuovi linguaggi. Ho insegnato giornalismo di convergenza e linguaggi digitali alla Scuola di giornalismo di Perugia, all’ Università Salesiana e all’Università di Urbino .