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I Vespri siciliani tornano alla Scala

I Vespri siciliani tornano alla Scala

Dopo 24 anni di assenza, “I Vespri siciliani” di Verdi tornano al Teatro alla Scala, dal 28 gennaio al 21 febbraio, in un nuovo allestimento firmato da Hugo de Ana. Sul podio Fabio Luisi alla guida di un cast capitanato da Marina Rebeka, Piero Pretti e Luca Micheletti.

Al Verdi di Trieste Henning rilegge Macbeth 10 anni dopo

Al Verdi di Trieste Henning rilegge Macbeth 10 anni dopo

Al Teatro Verdi di Trieste, dal 27 gennaio al 5 febbraio, va in scena il capolavoro di Giuseppe Verdi. Torna in un allestimento che ha fatto storia con la regia del “Maestro” Brockhaus, i costumi di Nanà Cecchi, le scene di Josef Svoboda ricostruite da Benito Leonori. Fabrizio Maria Carminati dirige un cast che alterna generazioni di voci verdiane.

Dai campi di sterminio un canto per l’umanità

Dai campi di sterminio un canto  per l’umanità

In questo breve spazio temporale che separa il 27 gennaio Giorno della Memoria e il 10 febbraio Giorno del Ricordo, torna utile richiamare l’attenzione sulla epocale ricerca che Francesco Lotoro va compiendo da oltre trent’anni sulla musica concentrazionaria scritta in ghetti, Lager, gulag, campi di prigionia e di internamento disseminati nel mondo.

Enrico Scaccaglia vince il Concorso Luciano Berio

Enrico Scaccaglia vince il Concorso Luciano Berio

Enrico Scaccaglia è il vincitore della seconda edizione del Concorso “Luciano Berio” indetto dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Giuria presieduta da Antonio Pappano e formata dai compositori Luca Francesconi, Tania León, Michael Jarrell e Hilda Paredes. Menzioni d’onore per Annachiara Gedda e Chia-Ying.

Paolo Borciani 100 anni dopo

Paolo Borciani 100 anni dopo

Il 21 dicembre 1922 nasceva a Reggio Emilia il violinista Paolo Borciani, tra i fondatori del leggendario Quartetto Italiano. A partire da questo anniversario importante, ripercorriamo la destinerranza artistica di una carriera unica, inarrestabile, planetaria: quella del «più bel quartetto, senza ombra di dubbio» che il Novecento abbia conosciuto.

Vanoli, uno storico per i suoni del passato. Dal Big Bang alla Beat Generation

Vanoli, uno storico per i suoni del passato. Dal Big Bang alla Beat Generation

Architettare una sintesi delle diverse epoche storiche, dal Big Bang alla Beat Generation, filtrando i suoni del passato. Trovare un filo comune fra mondi variegati (in gran parte nell’area mediterranea) intessendo un filo comune.
Alessandro Vanoli, musicista dilettante, storico importante, grande divulgatore in “Note che raccontano la storia”, il suo ultimo libro edito da il Mulino, ricostruisce la storia dei suoni (anche) perduti del passato che sono stati la colonna sonora dell’umanità e la musica del mondo.

Brunello, Bach, un violoncello piccolo e la luce che mancava

Brunello, Bach, un violoncello piccolo e la luce che mancava

Per un violoncellista come Mario Brunello, che suona dopo aver scalato le vette alpine e macinato la sabbia infuocata dei deserti algerini è il disco che apre il 2023.
Per noi, l’unica certezza dopo averlo infilato nel lettore cd è una sensazione di meraviglia. Pochi secondi dopo il respiro d’attacco degli esecutori bastano per sintonizzarsi sull’incantato stupore, indotto dai tempi vagamente assorti che si alternano agli scatti repentini. Il suono ipnotico dopo quasi quarant’anni di carriera in un vortice di interessi (barocco, romanticismo con orchestra, sprazzi di contemporanea, evasioni nel jazz) è ancor più pastoso, denso. Nobile essenza della sua ars interpretativa. 
“Bach Transcriptions” è l’atto di chiusura di una trilogia con l’Accademia dell’Annunciata e il basso continuo di Riccardo Doni (Arcana-Outhere Music).

Pavarotti era mio padre. Ed era un grande tenore

Pavarotti era mio padre. Ed era un grande tenore

Cristina Pavarotti, figlia secondogenita del celebre tenore modenese, racconta a Music Paper il suo impegno per custodire e diffondere la memoria del padre, andando oltre il personaggio e guardando da vicino l’artista, sensazionale e generoso.
Da alcuni mesi il nome di “Big Luciano” campeggia anche sulle stelle della “Walk of Fame” di Hollywood. Ma ora tocca all’Italia non dimenticare il cantante e l’interprete che è stato una star fra le più luminose della storia dell’opera…
«Per molti anni sono stata testimone della sua carriera. Ho iniziato ad andare a teatro all’età di cinque anni e ho avuto la fortuna di vedere dal vivo un’intera generazione di cantanti eccezionale, che condivideva gli stessi valori di mio padre».

Ammazza la mosca!

Ammazza la mosca!

Un’indagine sulla storia di un jingle dalla fortuna strepitosa. Danzato a ritmo di polka o suonato sui denti di una mucca, «Ammazza la mosca… col Flit!» affiora un po’ ovunque, dal Jazz all’Heavy Metal, da Topolino ai Rolling Stones, replicandosi senza mai perdere quel suo richiamo irresistibile che fa: ta-tara-ta-ta… ta-ta!
Dietro questa innocente melodia di sette note si nasconde un universo musicale dai contorni appena definibili, in cui la lista degli “avvistamenti” è destinata ad aggiornarsi migliaia di volte, per ogni sua sortita nella bussata in codice che facciamo per entrare in casa o nel beat prodotto in uno studio discografico.

Joseph Ratzinger, il Papa che pregava in musica

Joseph Ratzinger, il Papa che pregava in musica

Bella e degna deve essere la musica da chiesa. Non di una bellezza fine a se stessa, ma unita profondamente, con umiltà, alla parola divina di cui costituisce l’amplificazione espressiva. Perché questa musica è prima di tutto preghiera alimentata dalla fede, riflesso di partecipazione collettiva al rito. E come tale va considerata. E a questo scopo deve servire, con semplicità ma senza tralasciare la dignità artistica. Così, in sintesi, il pensiero di Joseph Ratzinger sulla funzione della musica nella liturgia. Tema di cui si è occupato spesso già all’indomani del Concilio Vaticano II, cui aveva partecipato in veste di consulente, poi via via negli scritti da cardinale e nei discorsi pubblici da pontefice – quasi quarant’anni di riflessioni, alcune delle quali raccolte dallo stesso Benedetto XVI in “Lodate Dio con arte: sul canto e la musica” (2010), a cura di Carlo Carniato, con introduzione di Riccardo Muti.

Metti un Natale in musica nella Roma barocca

Metti un Natale in musica nella Roma barocca

Un viaggio nella Città Eterna in compagnia di Alessandro Scarlatti, fra Messe, Vespri e “musiche straordinarie” nel periodo natalizio. Precisamente, nel 1707. La Basilica di Santa Maria Maggiore, la liturgia e le devozioni, la bellezza del canto e degli strumenti, e il primo capolavoro del celebre compositore siciliano, in stile concertante e con organico a nove voci, alla cui esecuzione prese parte anche il figlio Domenico. Una partitura di grande spessore timbrico, che segue il modello del concerto corelliano. Come non emozionarsi, ancora oggi, ascoltando questa pagina intrisa d’intensa commozione?

#Reviews
Spettacoli - Libri - Dischi

Che lodevole impresa ridare vita alla Napoli milionaria di Eduardo e Rota

Risentita al Teatro Donizetti di Bergamo, a più di quarant’anni dopo la sua creazione, "Napoli milionaria" di Nino Rota ed Eduardo De Filippo scorre senza che si avverta il passare del tempo nei tre atti, …

L’orecchio di Proteo

Carlo Alessandro Landini, LIM, pagg. 848, € 60 Compositore di solido mestiere e notevole ingegno, Carlo Alessandro Landini è anche un prolifico saggista. Attività, quest’ultima, in cui si specchiano tanti caratteri del suo mondo d’artista... Dopo …

Giuseppe Agus – Sonate a violino solo e basso

Quartetto Vanvitelli / Arcana Il Quartetto Vanvitelli propone per Arcana le sei "Sonate a violino solo e basso" op. 1 di Giuseppe Agus. La curatissima performance porge con chiarezza e nitidezza il linguaggio musicale di questo …

Storici, musicologi, critici,giornalisti, musicisti, divulgatori. IN alcuni casi Le nostre “Firme” esercitano con autorevolezza una di queste professioni IN altri NE incarnano più di una. ad affiancarli l’opinione di un “ospite”. Abbiamo chiesto loro di presentarsi ai lettori di Music Paper (anche con un autoritratto in musica).

EDITORIALISTI

DANCE PAPERS

Valentina Bonelli

Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…

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Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…
La scrittura giornalistica è per me un divertissement con ambizione (o missione?) divulgativa, mentre la ricerca sulla storia del balletto è un à rebours entusiasmante in fuga dal presente.

UNA VOCE POCO FA

Valerio Cappelli

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti…

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti e comunisti, gridandomi “imperialista americano”.
Questo fu il mio battesimo militante nella musica. Presto sono passato a mettermi in fila per una notte intera fuori del vecchio Auditorio Pio per trovare un biglietto per la Nona di Beethoven diretta da Giulini. Poi ho fatto il volta pagine all’Istituzione Universitaria, dove ho conosciuto Ennio Morricone, che è stato il mio “Conservatorio” sul campo. Avevo 19 anni. A 20 ho cominciato a scrivere, per un caso assoluto, sul Corriere della Sera, nelle pagine romane dove al massimo mi siglavano gli articoli V.Cp. Dopo cinque anni, l’agognata edizione nazionale: mi fu cambiata la sigla in V.Ca, come a dire, ciò che hai scritto finora , non conta nulla. Per vere la firma intera mi fu risposto: pazienza e umiltà (oggi la firma si dà il giorno dopo). Si chiama gavetta. Sono caduto da piccolo nel Corriere della Sera, come Obelix nella pentola della pozione magica. Mi considero rispettoso e un po’ vipera, come Rosina. Ci sono cronisti/e musicali che dopo decenni sui quotidiani scrivono la soprano, perché, dicono, dopo il Me too le sensibilità sono cambiate. Io rispondo: consultare la Crusca e lasciare per un momento le liturgie conformiste del politically correct. Questo per dire che controllo, scrupolo, verifica, sono principi sacri (poi errori li commettiamo tutti, ci mancherebbe. (Dopo una vita al Corriere, sono ancora rispettoso e un po’ vipera).

DANCE PAPERS

Valentina Bonelli

Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…

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Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…
La scrittura giornalistica è per me un divertissement con ambizione (o missione?) divulgativa, mentre la ricerca sulla storia del balletto è un à rebours entusiasmante in fuga dal presente.

UNA VOCE POCO FA

Valerio Cappelli

Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti…

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti e comunisti, gridandomi “imperialista americano”.
Questo fu il mio battesimo militante nella musica. Presto sono passato a mettermi in fila per una notte intera fuori del vecchio Auditorio Pio per trovare un biglietto per la Nona di Beethoven diretta da Giulini. Poi ho fatto il volta pagine all’Istituzione Universitaria, dove ho conosciuto Ennio Morricone, che è stato il mio “Conservatorio” sul campo. Avevo 19 anni. A 20 ho cominciato a scrivere, per un caso assoluto, sul Corriere della Sera, nelle pagine romane dove al massimo mi siglavano gli articoli V.Cp. Dopo cinque anni, l’agognata edizione nazionale: mi fu cambiata la sigla in V.Ca, come a dire, ciò che hai scritto finora , non conta nulla. Per vere la firma intera mi fu risposto: pazienza e umiltà (oggi la firma si dà il giorno dopo). Si chiama gavetta. Sono caduto da piccolo nel Corriere della Sera, come Obelix nella pentola della pozione magica. Mi considero rispettoso e un po’ vipera, come Rosina. Ci sono cronisti/e musicali che dopo decenni sui quotidiani scrivono la soprano, perché, dicono, dopo il Me too le sensibilità sono cambiate. Io rispondo: consultare la Crusca e lasciare per un momento le liturgie conformiste del politically correct. Questo per dire che controllo, scrupolo, verifica, sono principi sacri (poi errori li commettiamo tutti, ci mancherebbe. (Dopo una vita al Corriere, sono ancora rispettoso e un po’ vipera).

TILIMBOM

Michele dall’Ongaro

Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni)…

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Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni), scritto di musica, parlato di musica in radio e televisione, organizzato musica, insegnato musica (in Conservatori e Università). Dal 2015 sono Presidente-sovrintendente e direttore artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

UN’ALTRA STORIA

Cesare Fertonani

Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus…

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Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus.
Poi mi sono messo a insegnare all’università (la Statale di Milano), dove cerco anche di imparare. Ho scritto qualche libro e molti (troppi?) articoli. I libri li ho dedicati alle passioni che avevo fin da bambino: Vivaldi, Schubert, Mozart. Ma un’altra grande passione è il jazz. Ah, dimenticavo… sempre forza Milan!

TILIMBOM

Michele dall’Ongaro

Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni)…

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Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni), scritto di musica, parlato di musica in radio e televisione, organizzato musica, insegnato musica (in Conservatori e Università). Dal 2015 sono Presidente-sovrintendente e direttore artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

UN’ALTRA STORIA

Cesare Fertonani

Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus…

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Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus.
Poi mi sono messo a insegnare all’università (la Statale di Milano), dove cerco anche di imparare. Ho scritto qualche libro e molti (troppi?) articoli. I libri li ho dedicati alle passioni che avevo fin da bambino: Vivaldi, Schubert, Mozart. Ma un’altra grande passione è il jazz. Ah, dimenticavo… sempre forza Milan!

SOTTO LE STELLE
DEL JAZZ

Ivo Franchi

Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl…

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Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl e soubrettine, spesso attempate.
Ma di notte, in incognita, bazzica i locali meneghini in cerca di buon jazz e di single malt torbati. Ha un amore incondizionato per la musica brasiliana (Caetano Veloso, in special modo, di cui è indegno biografo) e per i Beatles (tendenza Paul McCartney).

BLACK&WHITE

Giovanni Gavazzeni

Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama…

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Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama. Nonostante gli auspici, ho seguito il mondo del melodramma con crescente curiosità, alimentata dalle intense connessioni musicali della mia famiglia. Ho vissuto a Bergamo, Milano e Bologna, attualmente a Lugano e ho completato gli studi musicologici fra Firenze e Milano. Esercito la critica musicale da 1990, prima su Amadeus, attualmente per Il Giornale, il Corriere del Ticino, Azione e il Venerdì di Repubblica.

SOTTO LE STELLE DEL JAZZ

Ivo Franchi

Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl…

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Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl e soubrettine, spesso attempate.
Ma di notte, in incognita, bazzica i locali meneghini in cerca di buon jazz e di single malt torbati. Ha un amore incondizionato per la musica brasiliana (Caetano Veloso, in special modo, di cui è indegno biografo) e per i Beatles (tendenza Paul McCartney).

BLACK&WHITE

Giovanni Gavazzeni

Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama…

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Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama. Nonostante gli auspici, ho seguito il mondo del melodramma con crescente curiosità, alimentata dalle intense connessioni musicali della mia famiglia. Ho vissuto a Bergamo, Milano e Bologna, attualmente a Lugano e ho completato gli studi musicologici fra Firenze e Milano. Esercito la critica musicale da 1990, prima su Amadeus, attualmente per Il Giornale, il Corriere del Ticino, Azione e il Venerdì di Repubblica.

RICERCARE

Gregorio Moppi

A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica…

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A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica.
Scrivo di concerti e d’opere su riviste e quotidiani (parecchio per “la Repubblica”). Insegno a decine di studenti. Frugo tra gli scaffali delle biblioteche. Ho base a Firenze, la città dove sono cresciuto e ho studiato.

Il valzer
degli addii

Alberto Riva

Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008)…

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Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008), uscito in una nuova edizione nel 2014 dal titolo Tristezza per favore vai via. Con il trombettista jazz Enrico Rava nel 2004 ho scritto Note Necessarie (minimum fax) e con Stefano Bollani Parliamo di musica (Mondadori, 2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (Mondadori, 2015). Nel 2021 è uscito il mio ultimo romanzo, Il maestro e l’infanta, pubblicato da Neri Pozza. Scrivo da molti anni sul Venerdì di Repubblica, dove mi occupo di letteratura e musica.

RICERCARE

Gregorio Mappi

A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica…

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A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica.
Scrivo di concerti e d’opere su riviste e quotidiani (parecchio per “la Repubblica”). Insegno a decine di studenti. Frugo tra gli scaffali delle biblioteche. Ho base a Firenze, la città dove sono cresciuto e ho studiato.

IL VALZER DEGLI ADDII

Alberto Riva

Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008) …

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Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008), uscito in una nuova edizione nel 2014 dal titolo Tristezza per favore vai via. Con il trombettista jazz Enrico Rava nel 2004 ho scritto Note Necessarie (minimum fax) e con Stefano Bollani Parliamo di musica (Mondadori, 2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (Mondadori, 2015). Nel 2021 è uscito il mio ultimo romanzo, Il maestro e l’infanta, pubblicato da Neri Pozza. Scrivo da molti anni sul Venerdì di Repubblica, dove mi occupo di letteratura e musica.

GENIUS LOCI

Massimo Rolando Zegna

Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz…

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Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz.
Professionalmente l’ho onorata soprattutto contribuendo per più di 30 anni come redattore, critico musicale, e storico della musica al mensile Amadeus. Sono sposato con Nicoletta: una persona meravigliosa che, assieme alla sua famiglia d’origine, mi ha salvato la vita e che da più di quarant’anni sto cercando di meritare.

(RETRO)SCENA

Paola Zonca

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più…

leggi di più

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più, come giornalista, è stato il mio lavoro di “insider” nel mondo delle fondazioni liriche, in particolare della Scala. Un ex sovrintendente scaligero diceva scherzando che avevo seminato microspie in tutto il teatro.

GENIUS LOCI

Massimo Rolando Zegna

Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz…

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Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz.
Professionalmente l’ho onorata soprattutto contribuendo per più di 30 anni come redattore, critico musicale, e storico della musica al mensile Amadeus. Sono sposato con Nicoletta: una persona meravigliosa che, assieme alla sua famiglia d’origine, mi ha salvato la vita e che da più di quarant’anni sto cercando di meritare.

(RETRO)SCENA

Paola Zonca

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più…

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Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più, come giornalista, è stato il mio lavoro di “insider” nel mondo delle fondazioni liriche, in particolare della Scala. Un ex sovrintendente scaligero diceva scherzando che avevo seminato microspie in tutto il teatro.

l’ospite

Oreste Bossini

Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto.

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Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto. Conosco le principali stazioni ferroviarie d’Italia come le mie tasche, se posso evito automobile e aereo. Nel tempo ho accumulato anche una discreta esperienza editoriale, sempre legata alla musica. Ho due quadri del cuore, Il violinista alla finestra di Henri Matisse e l’autoritratto con cappello di Jean-Baptiste-Siméon Chardin. Della mia terra d’origine, la Toscana, conservo soprattutto il ricordo della panzanella di mia nonna, della mia città, Milano, il profumo del risotto giallo. Amo il suono del quartetto d’archi e detesto scrivere il curriculum.

L’OSPITE

Oreste Bossini

Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto. …

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Da circa trent’anni faccio alla Rai quello che facevo prima a Radio Popolare, parlare di musica alla radio. Nei ritagli di tempo, ossia per la maggior parte dell’anno, scrivo per qualche rivista, per numerose istituzioni, per il domenicale del Manifesto. Conosco le principali stazioni ferroviarie d’Italia come le mie tasche, se posso evito automobile e aereo. Nel tempo ho accumulato anche una discreta esperienza editoriale, sempre legata alla musica. Ho due quadri del cuore, Il violinista alla finestra di Henri Matisse e l’autoritratto con cappello di Jean-Baptiste-Siméon Chardin. Della mia terra d’origine, la Toscana, conservo soprattutto il ricordo della panzanella di mia nonna, della mia città, Milano, il profumo del risotto giallo. Amo il suono del quartetto d’archi e detesto scrivere il curriculum.

 

le cose della musica

Federico Capitoni

Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte …

 

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Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte – un po’ bugiardo. E invece dico la verità, cercate su internet. È che l’unico modo per giustificarsi di non eccellere in alcuna cosa, è farne molte.

 

promenades

Francesco Fusaro

Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” ….

 

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Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” e label manager di MFZ Records. Se andate a spulciare qui e là, troverete miei saggi in libri pubblicati da Agenzia X, Aracne Editrice, Chilli Com Carne, DeAgostini, Mimesis Edizioni. Per Norient ho recentemente curato la raccolta Sonic Traces: From Italy, che anni fa avremmo definito “multimediale”.

 

on the road

Roberto Mastroianni

Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione….

 

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Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione. Sono stato tra gli ideatori di Radio software uno spazio dedicato alla trasmissione di software e dati via radio. Nel 1999 sono stato tra i fondatori di Rainews 24, la testata all news della Rai dove sono stato capo redattore del Web e responsabile del Media lab, un gruppo di sperimentazione di nuovi linguaggi. Ho insegnato giornalismo di convergenza e linguaggi digitali alla Scuola di giornalismo di Perugia, all’ Università Salesiana e all’Università di Urbino .

LE COSE DELLA MUSICA

Federico Capitoni

Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte …

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Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte – un po’ bugiardo. E invece dico la verità, cercate su internet. È che l’unico modo per giustificarsi di non eccellere in alcuna cosa, è farne molte.

PROMENADES

Francesco Fusaro

Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” …

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Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” e label manager di MFZ Records. Se andate a spulciare qui e là, troverete miei saggi in libri pubblicati da Agenzia X, Aracne Editrice, Chilli Com Carne, DeAgostini, Mimesis Edizioni. Per Norient ho recentemente curato la raccolta Sonic Traces: From Italy, che anni fa avremmo definito “multimediale”.

ON THE ROAD

Roberto Mastroianni

Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione…

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Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione. Sono stato tra gli ideatori di Radio software uno spazio dedicato alla trasmissione di software e dati via radio. Nel 1999 sono stato tra i fondatori di Rainews 24, la testata all news della Rai dove sono stato capo redattore del Web e responsabile del Media lab, un gruppo di sperimentazione di nuovi linguaggi. Ho insegnato giornalismo di convergenza e linguaggi digitali alla Scuola di giornalismo di Perugia, all’ Università Salesiana e all’Università di Urbino .