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SEZIONI

Rina Sala Gallo #26

Rina Sala Gallo #26

Al via a Monza l’edizione 2022 del concorso pianistico Rina Sala Gallo, il più antico d’Italia, con un concerto dell’ultimo vincitore, Igor Andreev. Sino al 6 ottobre, 32 pianisti impegnati nelle selezioni. Finale sabato 8 con l’Orchestra Sinfonica di Milano. Music Paper nella giuria per l’assegnazione del Premio della Critica.

Le piace Massenet?

Le piace Massenet?

Per l’inaugurazione della nuova Stagione, il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française ospita il Festival “Massenet, maestro del suo tempo”. Dal 1° al 28 ottobre, a Venezia, per celebrare il grande compositore che ha incarnato tutte le contraddizioni della Belle Époque.

La Scala va in città

La Scala va in città

Torna La Scala in città: dal 27 settembre al 1° ottobre la rassegna porta nei 9 municipi milanesi la Filarmonica, il Corpo di ballo, le voci bianche e gli allievi dell’Accademia di canto e della scuola di ballo del Teatro alla Scala. 22 spettacoli per tutti e per tutte le età.

Arriva JazzMI e i Brew 4et vincono Jam the Future

Arriva JazzMI e i Brew 4et vincono Jam the Future

Tornato dal 29 settembre al 9 ottobre il grande festival che invade Milano al ritmo della musica jazz declinata nelle sue tante possibili accezioni contemporanee. A fargli da preludio la quarta edizione di “Jam the Future- Music for a new Planet”, contest per jazz band emergenti dedicato ai nuovi talenti italiani. A vincerlo i Brew 4et.

L’inglese Yuanfan Yang vince il Casagrande

L’inglese Yuanfan Yang vince il Casagrande

È l’inglese Yuanfan Yang il vincitore della prova finale del Concorso Internazionale Alessandro Casagrande tenuta al Teatro Secci di Terni. Secondo posto per lo statunitense Samuel Glicklich e terza l’italiana Serena Valluzzi. I tre finalisti si sono esibiti in finale con il Terzo Concerto di Beethoven insieme all’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Marco Boni.

TOVEL c’est moi!

TOVEL c’est moi!

È una questione di gravità. Inesauribile questione di equilibrio e leggerezza, come nella vita. Per riflessi di verticalità e intersezioni, sempre sull’ipotenusa di slittamenti di senso. Oltre la linea dello sguardo, captare il bagliore di un’idea e percorrerne il contorno con la disinvoltura di un acrobata. Sperimentare.
Un viaggio fra le sorprendenti grammatiche musicali di TOVEL (aka Matteo Franceschini), che il 15 ottobre a La Scala di Parigi presenta il suo primo album, “Gravity”, ispirato alle opere dell’artista concettuale Bernar Venet. Insieme a lui, il pianista Bertrand Chamayou e il sassofonista Eudes Bernstein.

Nel Giardino delle relazioni pericolose

Nel Giardino delle relazioni pericolose

Parlare di Giovanni Antonini significa parlare di uno dei protagonisti più straordinari della storia del revival della musica antica nell’era della “rivoluzione filologica”. Milanese doc, tra i fondatori e direttore de Il Giardino Armonico, ha sempre impressionato e affascinato il pubblico per la resa teatrale-immaginifica delle sue interpretazioni, così pulsanti di vita, così ricche di chiaroscuri, in cui la musica acquista una forza drammaturgica e una eloquenza scintillanti. Una discografia sconfinata esplora il repertorio strumentale e quello operistico… In quasi 40 anni di attività, non si contano le collaborazioni con le star del panorama musicale internazionale: da Cecilia Bartoli a Giuliano Carmignola, dalle sorelle Labèque a Patricia Kopatchinskaja.

Sognare? Preferisco vivere

Sognare? Preferisco vivere

Nata a Vilnius, figlia d’arte, “cantante lirica dell’anno” nel 2021 secondo l’associazione spagnola Ópera XXI, Asmik Grigorian torna ad ammaliare il pubblico del Teatro alla Scala che già aveva avuto occasione di ascoltarla, vederla (e innamorarsene) al suo esordio scaligero nelle vesti di Marietta in Die tote Stadt nel 2019 e poi in quella di Liza ne La dama di picche dello scorso febbraio. In occasione del suo ritorno a Milano per il debutto in veste di solista in un recital cameristico, il soprano lituano, cantante dalla voce e dalla presenza scenica inconfondibili, racconta a Music Paper della sua formazione, del suo primo album, Dissonance, dedicato alle romanze di Rachmaninov, del sodalizio con il pianista Lukas Geniušas. E parla di sogni e volontà e di come la pandemia le abbia salvato la vita.

Russian Choral Sound

Russian Choral Sound

Nel 2019 la Hbo ha prodotto una miniserie intitolata Chernobyl che ricostruisce, alla maniera di un romanzo giallo, le cause del più grave incidente nucleare della storia. Alla fine dell’ultima puntata scorrono sullo schermo i volti di quei personaggi che fino a poco prima avevamo visto interpretati da Stellan Skarsgård o da Emily Watson. È il classico momento del “come andò a finire”… La severità di questo epilogo è accompagnata da un coro che intona Vichnaya pamiat’ (In eterna memoria, in ucraino), canto funebre di tradizione ortodossa assimilabile al nostro requiem. Ascoltandolo, sembra di assistere all’adattamento in un linguaggio musicale contemporaneo di una melodia ancestrale scandita nei secoli da innumerevoli labbra.

Per amore di Maria

Per amore di Maria

Nel marzo di due anni fa, in pieno lockdown, due foto fecero il giro del mondo: ritraevano Papa Francesco. Nella prima, camminava in una via del Corso deserta e nella seconda era ritratto nella Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore. Era voluto uscire a sorpresa dal Vaticano per andare a pregare per la fine della pandemia in due luoghi speciali. Il primo è la Chiesa di San Marcello al Corso, dove si trova un Crocefisso che secondo la tradizione salvò i romani dalla peste. La seconda è la “Salus populi romani”, la protettrice della Città Eterna, l’icona mariana più importante del mondo. Papa Paolo V la collocò al centro della Cappella Paolina, dove egli è sepolto. Pochi sanno però che questo luogo di devozione ebbe da subito una formazione musicale stabile.

Elzeviro per Madame 

Elzeviro per Madame 

Un manoscritto trovato su Ebay dal clavicembalista Christophe Rousset ci riporta al tempo degli amori fra la contessa di Rochefort-Théobon e il Re Sole, in una Versailles in cui tutto era sfarzo e teatralità. Oggi quella raccolta è tornata a risuonare diventando un disco cult. Nell’incisione i brani non seguono l’ordine originale previsto da Madame ma vengono raggruppati per tonalità, tracciando una sottile drammaturgia dei suoni. Ascoltandoli, ci sembra di rivivere tutte le sfumature dell’epoca louis-quatorzienne, fra spettacoli pirotecnici e tragédies lyrique, tradimenti e divertissements, intrighi di corte e ballets de cour. Già sembra festeggiare nelle nostre pupille il rigoglio cromatico dei dipinti di Le Brun, già protendiamo l’orecchio verso le graffianti irriverenze di Molière e ci emozioniamo godendo dei frutti melodiosi dell’arte di Lully.

#Reviews
Spettacoli - Libri - Dischi

Scene da una Biennale

Fuori dal palcoscenico tradizionale si colloca il teatro musicale sperimentale. "Out of Stage" è il tema della Biennale Musica 2022. Oltre l'omaggio al Leone d’oro Giorgio Battistelli, una serie ampia e varia di proposte tra …

Giuseppe Verdi

Piero Mioli / NeoClassica, pagg. 737, € 40 Mioli ha articolato in 12 parti un sapere interdisciplinare e immenso: frutto di tanti anni di studio e di lavoro non solo su Verdi e sul mondo dell’opera …

Pelléas et Mélisande

Roth, Les Siècles / Harmonia Mundi L’accuratezza estrema che Roth dedica all’interpretazione della partitura alla ricerca di una massima naturalezza e morbidezza espressiva nonché finezza nella realizzazione dei dettagli timbrici e del gioco sottile delle dinamiche …

Storici, musicologi, critici,giornalisti, musicisti, divulgatori. IN alcuni casi Le nostre “Firme” esercitano con autorevolezza una di queste professioni IN altri NE incarnano più di una. ad affiancarli l’opinione di un “ospite”. Abbiamo chiesto loro di presentarsi ai lettori di Music Paper (anche con un autoritratto in musica).

EDITORIALISTI

DANCE PAPERS

Valentina Bonelli

Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…

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Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…
La scrittura giornalistica è per me un divertissement con ambizione (o missione?) divulgativa, mentre la ricerca sulla storia del balletto è un à rebours entusiasmante in fuga dal presente.

UNA VOCE POCO FA

Valerio Cappelli

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti…

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti e comunisti, gridandomi “imperialista americano”.
Questo fu il mio battesimo militante nella musica. Presto sono passato a mettermi in fila per una notte intera fuori del vecchio Auditorio Pio per trovare un biglietto per la Nona di Beethoven diretta da Giulini. Poi ho fatto il volta pagine all’Istituzione Universitaria, dove ho conosciuto Ennio Morricone, che è stato il mio “Conservatorio” sul campo. Avevo 19 anni. A 20 ho cominciato a scrivere, per un caso assoluto, sul Corriere della Sera, nelle pagine romane dove al massimo mi siglavano gli articoli V.Cp. Dopo cinque anni, l’agognata edizione nazionale: mi fu cambiata la sigla in V.Ca, come a dire, ciò che hai scritto finora , non conta nulla. Per vere la firma intera mi fu risposto: pazienza e umiltà (oggi la firma si dà il giorno dopo). Si chiama gavetta. Sono caduto da piccolo nel Corriere della Sera, come Obelix nella pentola della pozione magica. Mi considero rispettoso e un po’ vipera, come Rosina. Ci sono cronisti/e musicali che dopo decenni sui quotidiani scrivono la soprano, perché, dicono, dopo il Me too le sensibilità sono cambiate. Io rispondo: consultare la Crusca e lasciare per un momento le liturgie conformiste del politically correct. Questo per dire che controllo, scrupolo, verifica, sono principi sacri (poi errori li commettiamo tutti, ci mancherebbe. (Dopo una vita al Corriere, sono ancora rispettoso e un po’ vipera).

DANCE PAPERS

Valentina Bonelli

Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…

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Il balletto è con me da quando ne ho memoria: una religione non priva di estremismi, ancor più che una passione e una professione. Indispensabile, con crisi di astinenza nel tempo della pandemia e ora il lutto per la perdita del balletto russo…
La scrittura giornalistica è per me un divertissement con ambizione (o missione?) divulgativa, mentre la ricerca sulla storia del balletto è un à rebours entusiasmante in fuga dal presente.

UNA VOCE POCO FA

Valerio Cappelli

Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti…

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Da adolescente mi vestivo come Bob Dylan, pensando di esserne la reincarnazione italiana. Tenevo “lezioni” dylaniane al liceo occupato, le giacche di camoscio con le frange, la bandiera americana alle spalle: mi volevano picchiare tutti, fascisti e comunisti, gridandomi “imperialista americano”.
Questo fu il mio battesimo militante nella musica. Presto sono passato a mettermi in fila per una notte intera fuori del vecchio Auditorio Pio per trovare un biglietto per la Nona di Beethoven diretta da Giulini. Poi ho fatto il volta pagine all’Istituzione Universitaria, dove ho conosciuto Ennio Morricone, che è stato il mio “Conservatorio” sul campo. Avevo 19 anni. A 20 ho cominciato a scrivere, per un caso assoluto, sul Corriere della Sera, nelle pagine romane dove al massimo mi siglavano gli articoli V.Cp. Dopo cinque anni, l’agognata edizione nazionale: mi fu cambiata la sigla in V.Ca, come a dire, ciò che hai scritto finora , non conta nulla. Per vere la firma intera mi fu risposto: pazienza e umiltà (oggi la firma si dà il giorno dopo). Si chiama gavetta. Sono caduto da piccolo nel Corriere della Sera, come Obelix nella pentola della pozione magica. Mi considero rispettoso e un po’ vipera, come Rosina. Ci sono cronisti/e musicali che dopo decenni sui quotidiani scrivono la soprano, perché, dicono, dopo il Me too le sensibilità sono cambiate. Io rispondo: consultare la Crusca e lasciare per un momento le liturgie conformiste del politically correct. Questo per dire che controllo, scrupolo, verifica, sono principi sacri (poi errori li commettiamo tutti, ci mancherebbe. (Dopo una vita al Corriere, sono ancora rispettoso e un po’ vipera).

TILIMBOM

Michele dall’Ongaro

Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni)…

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Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni), scritto di musica, parlato di musica in radio e televisione, organizzato musica, insegnato musica (in Conservatori e Università). Dal 2015 sono Presidente-sovrintendente e direttore artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

UN’ALTRA STORIA

Cesare Fertonani

Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus…

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Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus.
Poi mi sono messo a insegnare all’università (la Statale di Milano), dove cerco anche di imparare. Ho scritto qualche libro e molti (troppi?) articoli. I libri li ho dedicati alle passioni che avevo fin da bambino: Vivaldi, Schubert, Mozart. Ma un’altra grande passione è il jazz. Ah, dimenticavo… sempre forza Milan!

TILIMBOM

Michele dall’Ongaro

Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni)…

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Dopo gli studi al Conservatorio romano mi sono perfezionato sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara. Nel 1977 sono stato tra i fondatori del gruppo “Spettro Sonoro. Nei quarant’anni successivi ho fatto un po’ di tutto: scritto musica (pubblicata da Suvini Zerboni), scritto di musica, parlato di musica in radio e televisione, organizzato musica, insegnato musica (in Conservatori e Università). Dal 2015 sono Presidente-sovrintendente e direttore artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

UN’ALTRA STORIA

Cesare Fertonani

Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus…

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Sono nato, ho studiato, lavoro e ho sempre abitato a Milano. Da giovane ho fatto a lungo il musicista (violino) e poi quando ero meno giovane, e per più breve tempo, il critico musicale per il Corriere della Sera e a lungo per Amadeus.
Poi mi sono messo a insegnare all’università (la Statale di Milano), dove cerco anche di imparare. Ho scritto qualche libro e molti (troppi?) articoli. I libri li ho dedicati alle passioni che avevo fin da bambino: Vivaldi, Schubert, Mozart. Ma un’altra grande passione è il jazz. Ah, dimenticavo… sempre forza Milan!

SOTTO LE STELLE
DEL JAZZ

Ivo Franchi

Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl…

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Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl e soubrettine, spesso attempate.
Ma di notte, in incognita, bazzica i locali meneghini in cerca di buon jazz e di single malt torbati. Ha un amore incondizionato per la musica brasiliana (Caetano Veloso, in special modo, di cui è indegno biografo) e per i Beatles (tendenza Paul McCartney).

BLACK&WHITE

Giovanni Gavazzeni

Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama…

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Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama. Nonostante gli auspici, ho seguito il mondo del melodramma con crescente curiosità, alimentata dalle intense connessioni musicali della mia famiglia. Ho vissuto a Bergamo, Milano e Bologna, attualmente a Lugano e ho completato gli studi musicologici fra Firenze e Milano. Esercito la critica musicale da 1990, prima su Amadeus, attualmente per Il Giornale, il Corriere del Ticino, Azione e il Venerdì di Repubblica.

SOTTO LE STELLE DEL JAZZ

Ivo Franchi

Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl…

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Napoletano trapiantato a Milano, ex cronista di viaggi per Meridiani, con la crisi della mezza età ha svelato la sua vera natura: oggi di giorno fa il giornalista di gossip per il settimanale Nuovo (Cairo Editore) occupandosi di showgirl e soubrettine, spesso attempate.
Ma di notte, in incognita, bazzica i locali meneghini in cerca di buon jazz e di single malt torbati. Ha un amore incondizionato per la musica brasiliana (Caetano Veloso, in special modo, di cui è indegno biografo) e per i Beatles (tendenza Paul McCartney).

BLACK&WHITE

Giovanni Gavazzeni

Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama…

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Sono nato a Milano, gemello prematuro di sei mesi nel babyboom del 1965, la sera fra Sant’Ambrogio e l’Immacolata Concezione in cui mio nonno direttore d’orchestra inaugurava la stagione della Scala con una La forza del destino che non smentiva la sua fama. Nonostante gli auspici, ho seguito il mondo del melodramma con crescente curiosità, alimentata dalle intense connessioni musicali della mia famiglia. Ho vissuto a Bergamo, Milano e Bologna, attualmente a Lugano e ho completato gli studi musicologici fra Firenze e Milano. Esercito la critica musicale da 1990, prima su Amadeus, attualmente per Il Giornale, il Corriere del Ticino, Azione e il Venerdì di Repubblica.

RICERCARE

Gregorio Moppi

A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica…

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A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica.
Scrivo di concerti e d’opere su riviste e quotidiani (parecchio per “la Repubblica”). Insegno a decine di studenti. Frugo tra gli scaffali delle biblioteche. Ho base a Firenze, la città dove sono cresciuto e ho studiato.

Il valzer
degli addii

Alberto Riva

Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008)…

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Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008), uscito in una nuova edizione nel 2014 dal titolo Tristezza per favore vai via. Con il trombettista jazz Enrico Rava nel 2004 ho scritto Note Necessarie (minimum fax) e con Stefano Bollani Parliamo di musica (Mondadori, 2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (Mondadori, 2015). Nel 2021 è uscito il mio ultimo romanzo, Il maestro e l’infanta, pubblicato da Neri Pozza. Scrivo da molti anni sul Venerdì di Repubblica, dove mi occupo di letteratura e musica.

RICERCARE

Gregorio Mappi

A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica…

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A seconda dei giorni e delle ore del giorno faccio lavori differenti, perché a star troppo fermo sulla solita cosa mi scoccerei. Comunque tutto ciò di cui mi occupo ha a che vedere con la musica.
Scrivo di concerti e d’opere su riviste e quotidiani (parecchio per “la Repubblica”). Insegno a decine di studenti. Frugo tra gli scaffali delle biblioteche. Ho base a Firenze, la città dove sono cresciuto e ho studiato.

IL VALZER DEGLI ADDII

Alberto Riva

Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008) …

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Sono nato a Milano e ho vissuto molti anni in Brasile. Amo tutta la musica senza distinzioni. Dall’esperienza brasiliana sono nati i miei romanzi Sete (Mondadori, 2011) e Il samba di Scarlatti (Mondadori, 2015), e il reportage Seguire i pappagalli fino alla fine (Il Saggiatore, 2008), uscito in una nuova edizione nel 2014 dal titolo Tristezza per favore vai via. Con il trombettista jazz Enrico Rava nel 2004 ho scritto Note Necessarie (minimum fax) e con Stefano Bollani Parliamo di musica (Mondadori, 2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (Mondadori, 2015). Nel 2021 è uscito il mio ultimo romanzo, Il maestro e l’infanta, pubblicato da Neri Pozza. Scrivo da molti anni sul Venerdì di Repubblica, dove mi occupo di letteratura e musica.

GENIUS LOCI

Massimo Rolando Zegna

Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz…

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Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz.
Professionalmente l’ho onorata soprattutto contribuendo per più di 30 anni come redattore, critico musicale, e storico della musica al mensile Amadeus. Sono sposato con Nicoletta: una persona meravigliosa che, assieme alla sua famiglia d’origine, mi ha salvato la vita e che da più di quarant’anni sto cercando di meritare.

(RETRO)SCENA

Paola Zonca

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più…

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Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più, come giornalista, è stato il mio lavoro di “insider” nel mondo delle fondazioni liriche, in particolare della Scala. Un ex sovrintendente scaligero diceva scherzando che avevo seminato microspie in tutto il teatro.

GENIUS LOCI

Massimo Rolando Zegna

Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz…

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Figlio di uno scultore sono cresciuto in mezzo ai libri d’arte, alla creta, alle forme in gesso e alle statue in bronzo. La passione per la musica classica me la sono inventata da solo: saltando la leggera e il jazz.
Professionalmente l’ho onorata soprattutto contribuendo per più di 30 anni come redattore, critico musicale, e storico della musica al mensile Amadeus. Sono sposato con Nicoletta: una persona meravigliosa che, assieme alla sua famiglia d’origine, mi ha salvato la vita e che da più di quarant’anni sto cercando di meritare.

(RETRO)SCENA

Paola Zonca

Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più…

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Amo l’opera e la musica classica sin da bambina. È stata dunque una vera fortuna poterne scrivere professionalmente (per molti anni per il quotidiano la Repubblica).
Ma quello che mi ha da sempre appassionato di più, come giornalista, è stato il mio lavoro di “insider” nel mondo delle fondazioni liriche, in particolare della Scala. Un ex sovrintendente scaligero diceva scherzando che avevo seminato microspie in tutto il teatro.

l’ospite

Paolo Prato

Sono un genovese trapiantato a Roma cresciuto con i Beatles e De Andrè, folgorato da Berio e Zappa. Ma i miei miti sono da sempre i fratelli Marx. Parlo di musica soprattutto in radio, da quando esistono le radio libere, prima in RAI, poi a Radio InBlu e di recente alla Radio della Svizzera Italiana.

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Sono un genovese trapiantato a Roma cresciuto con i Beatles e De Andrè, folgorato da Berio e Zappa. Ma i miei miti sono da sempre i fratelli Marx. Parlo di musica soprattutto in radio, da quando esistono le radio libere, prima in RAI, poi a Radio InBlu e di recente alla Radio della Svizzera Italiana. Faccio parte della generazione che ha fondato i popular music studies nei primi anni ’80 e sul tema ho scritto vari libri e saggi accademici. Insegno alla John Cabot University, sono nel comitato editoriale della Encyclopedia of Popular Music of the World (Bloomsbury), di Musica/Realtà e di Popular Music History. Ho contribuito alla progettazione del Portale della Canzone Italiana di cui sono editor e membro del comitato scientifico.

L’OSPITE

Paolo Prato

Sono un genovese trapiantato a Roma cresciuto con i Beatles e De Andrè, folgorato da Berio e Zappa. Ma i miei miti sono da sempre i fratelli Marx. Parlo di musica soprattutto in radio, da quando esistono le radio libere, prima in RAI, poi a Radio InBlu e di recente alla Radio della Svizzera Italiana….

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Sono un genovese trapiantato a Roma cresciuto con i Beatles e De Andrè, folgorato da Berio e Zappa. Ma i miei miti sono da sempre i fratelli Marx. Parlo di musica soprattutto in radio, da quando esistono le radio libere, prima in RAI, poi a Radio InBlu e di recente alla Radio della Svizzera Italiana. Faccio parte della generazione che ha fondato i popular music studies nei primi anni ’80 e sul tema ho scritto vari libri e saggi accademici. Insegno alla John Cabot University, sono nel comitato editoriale della Encyclopedia of Popular Music of the World (Bloomsbury), di Musica/Realtà e di Popular Music History. Ho contribuito alla progettazione del Portale della Canzone Italiana di cui sono editor e membro del comitato scientifico.

 

le cose della musica

Federico Capitoni

Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte …

 

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Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte – un po’ bugiardo. E invece dico la verità, cercate su internet. È che l’unico modo per giustificarsi di non eccellere in alcuna cosa, è farne molte.

 

promenades

Francesco Fusaro

Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” ….

 

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Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” e label manager di MFZ Records. Se andate a spulciare qui e là, troverete miei saggi in libri pubblicati da Agenzia X, Aracne Editrice, Chilli Com Carne, DeAgostini, Mimesis Edizioni. Per Norient ho recentemente curato la raccolta Sonic Traces: From Italy, che anni fa avremmo definito “multimediale”.

 

on the road

Roberto Mastroianni

Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione….

 

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Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione. Sono stato tra gli ideatori di Radio software uno spazio dedicato alla trasmissione di software e dati via radio. Nel 1999 sono stato tra i fondatori di Rainews 24, la testata all news della Rai dove sono stato capo redattore del Web e responsabile del Media lab, un gruppo di sperimentazione di nuovi linguaggi. Ho insegnato giornalismo di convergenza e linguaggi digitali alla Scuola di giornalismo di Perugia, all’ Università Salesiana e all’Università di Urbino .

LE COSE DELLA MUSICA

Federico Capitoni

Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte …

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Io, Federico Capitoni, sono nato a Roma nel 1980. Sono giornalista, critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico, filosofo, drammaturgo, scultore, musicista e – direte – un po’ bugiardo. E invece dico la verità, cercate su internet. È che l’unico modo per giustificarsi di non eccellere in alcuna cosa, è farne molte.

PROMENADES

Francesco Fusaro

Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” …

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Sono DJ resident di NTS Radio, musicologo e musicista da cameretta. Ho scritto molto di musica, ma se mi date corda dal vivo ne parlo anche di più. Sono co-genitore della serie discografica 19’40” e label manager di MFZ Records. Se andate a spulciare qui e là, troverete miei saggi in libri pubblicati da Agenzia X, Aracne Editrice, Chilli Com Carne, DeAgostini, Mimesis Edizioni. Per Norient ho recentemente curato la raccolta Sonic Traces: From Italy, che anni fa avremmo definito “multimediale”.

ON THE ROAD

Roberto Mastroianni

Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione…

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Dopo alcune esperienze con radio private romane nel 1980 inizio a lavorare con Radio 3. Ho condotto Blue note, il programma di jazz. Sempre per Radio 3 ho condotto Un certo discorso, mi sono occupato di musica, trend giovanili e innovazione. Sono stato tra gli ideatori di Radio software uno spazio dedicato alla trasmissione di software e dati via radio. Nel 1999 sono stato tra i fondatori di Rainews 24, la testata all news della Rai dove sono stato capo redattore del Web e responsabile del Media lab, un gruppo di sperimentazione di nuovi linguaggi. Ho insegnato giornalismo di convergenza e linguaggi digitali alla Scuola di giornalismo di Perugia, all’ Università Salesiana e all’Università di Urbino .